108 metri. The new working class hero

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Finalista del Premio Confindustria Piemonte 2019.

Vincitore del premio Ultima Frontiera 2018, dedicato alla memoria di Carlo Cassola. La storia dell'autore e degli operai che hanno costruito i binari dove passano i treni ad alta velocità

Un vecchio cuoco tossico uscito da un libro d'avventure, uno stasatore di cessi innamorato della lirica e un anziano attore shakespeariano lobotomizzato, con un corredo di giovani assistenti dediti a piccoli crimini e decisi a sopravvivere in ogni modo a mille guai. Questa è la banda che condivide vita, avventure e lavoro con un italiano emigrato in Inghilterra. Altro che 'cervelli in fuga': qui si parla dei sotterranei, dalle pulizie dei bagni a Bristol a una mensa scolastica nel Dorset, fino a una pizzeria di turchi che si fingono napoletani. Sullo sfondo la Brexit e una classe operaia impoverita che cerca il proprio orgoglio. Tra risse, birre e calcio, personaggi di vecchi romanzi si rincarnano nelle cucine d'Oltremanica mentre il fantasma della Baronessa Thatcher perseguita il protagonista. Fino al ritorno in un'Italia dove le acciaierie di Piombino, quelle delle rotaie di 108 metri, rimangono come torri arrugginite a sfidare il cielo terso della Toscana.
Anno della Pubblicazione
Editore
Traduttore
Numero di Pagine
133
In Commercio Dal
29 marzo 2018
Isbn
8858131363
EAN
9788858131367

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dato

L ’ io narrante partito per la perfida Albione, a Bristol si ritrova prima pizzaiolo pagato a nero in un istorante di italiani emigrati dove imperano i diktat razzisti della padrona Madam ma ha la fortuna di lavorare fianco a fianco con John Silver, cuoco poliglotta che del personaggio stevensoniano ha non solo le fattezze ma tutta l ’ allegra ciabattonaggine e lo sguardo scanzonato sul mondo.

C ’ è un apprendistato olfattivo che domina tutto il raccont, gli odori mefitici e nauseabondi che abitano le cucine, le toilets, per essere fini, che lo impregnano ma non lo piegano e anche, uando, l ’ incubo di un feticcio putrido dalle fattezze della megera Iron Lady si affaccia dietro un angolo di una stanza buia: [ … ] puntai la torcia e vidi una cosa che mi gelò il sangue.

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La sua scrittura nasce da una lingua armoniosamente oscillante tra registri diversi, dalla cruda narrazione realistica allo slancio poetico e visionario.

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Il 10 maggio 1901 Giovanni Laterza ( 1873-1943) annuncia la nascita della casa editrice Giuseppe Laterza& amp; Figli. La società, fondata nel 1885 da Vito Laterza a Putignano si è poi trasferita a Taranto per approdare infine, nel 1889, a Bari.
Giovanni Laterza si propose inizialmente di farsi editore « di servizio » per gli autori baresi e pugliesi, con particolare attenzione ai temi della cultura tecnica, economica, commerciale, giuridica. Ma, di fronte alla difficoltà di creare un programma editoriale con le sole risorse locali, cercò subito altrove referenti autorevoli. Decisivo per i destini della casa editrice è, nel dicembre 1901, l ’ incontro con Benedetto Croce.
Croce tracciò nel giro di pochi mesi quella che di fatto è stata, ed è anco oggi, la « mappa genetica » della Laterza; fu lui, nel febbraio del 1902, ad invitare chiaramente Giovanni Laterza ad abbandonare il progetto di pubblicare opere letterarie. Il programma iniziale di Giovanni Laterza assume, invec, una connotazione del tutto diversa: l ’ editore locale si ritrova proiettato in un orizzonte europeo; l ’ editore di libri tecnici e di letteratura diventa editore di saggistica di cultura; l ’ editore avventizio a caccia di occasioni di pubblicazione si trasforma in editore selettivo ed esigente. E nel giro di ochi anni viene rifondata la « Biblioteca di Cultura Moderna », la prima collana della casa editrice, e nascono i « Classici della Filosofia Moderna » ( 1906), le « Opere di Benedetto Croce » ( 1908), gli « Scrittori d ’ Italia » ( 1910), i « Filosofi Antichi e Medievali » ( 1915). Oggi Laterza pubblica libri di attualità politica, filosofia con storia, economia, psicologia e sociologia.

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