16 ottobre 1943

3.6
Questo breve scritto, ormai considerato un classico ella letteratura post-clandestina, racconta della retata nazista nel Ghetto di Roma, che nel volgere di una mattina si concluse con la deportazione di mille ebrei. Lettori e critici lo hanno giustamente accostato ai primi capitoli della " Storia della Colonna Infame " per la qualità dello stile che si accompagnan al valore documentario. Con una refazione di Natalia Ginzburg.
Anno della Pubblicazione
Editore
Traduttore
Numero di Pagine
90
In Commercio Dal
9 gennaio 2015
Isbn
8806225723
EAN
9788806225728

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dato

Breve, sì, ma intenso. Sembra che a parlarti sia una voce tanto vicina, intima, che riesci a sentire il gelo del terrore di quei momenti.

dato

Una donna sostiene di aver sentito di un elenco in mano ai tedeschi con tutti i nomi dei capi-famiglia ebrei che con le loro famiglie sono destinate alla deportazione.

dato

Una cronaca breve ma intensa, la testimonianza di quanto accaduto quella notte a Roma. Un documento storico di alto valore che ogni italiano dovrebbe conoscere.

dato

Testimonianza, cronaca e analisi in un testo breve e letterariamente raffinato. Tappa obbligata per conoscere la Shoah italiana.

dato

Oltre a narrare come si svolse questo drammatico episodio l'autore vuole restituire un volto e una voce ad ognuna di queste persone, il valore umano inestimabile di ogni individuo. Breve ma ottimo libro.

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La casa editrice Einaudi viene fondata nel 1933 da un gruppo di amici, allievi del liceo classico D'Azeglio. Intorno al più giovane di loro, Giulio Einaudi ( 1912), si erano così raccolti Leone Ginzburg ( 1909), Massimo Mila ( 1910), Norberto Bobbio ( 1909) e Cesare Pavese ( 1908), affiancati successivamente da altre figure come Natalia Ginzburg ( moglie di Leone) e Giaime Pintor.
La collegialità, il gusto della discussione, il piacere di condividere tempi e luoghi oltre i momenti lavorativi « ufficiali » sono caratteristiche che hanno attraversato tutta la storia dell'Einaudi, e si sono trasmesse da una generazione all'altra dei suoi editor e consulenti, proprio a partire da queste origini giovanili e addirittura scolastiche. Leone Ginzburg fu, di fatto, il primo direttore editoriale della casa editrice. Einaudi è nata come una casa editrice basata su un intreccio politico-culturale inscindibile, soprattutto votata alla saggistica ( le prime collane, tuttora esistenti, sono la " Biblioteca di cultura storica " e i " Saggi ").
Dopo essere stato scoperto a stampare clandestinamente il giornale di Giustizia e libertà, Ginzburg viene torturato e ucciso dai nazisti a Roma nel 1944. L'Einaudi continua la sua attività e si fa in tre: alla redazione romana c' è Pavese, in quella milanese Vittorini, alla sede di Torino prima Mila, poi torna Pavese, che prende la funzione di guida dell'Einaudi. Con lui la casa editrice diversifica la sua produzione saggistica ( aprendosi all'antropologia e alla psicanalisi) e comincia a essere un punto di riferimento nche per la narrativa italiana e straniera e per i classici, con le collane dei " Coralli ", dei " Supercoralli " e dei " Millenni ". Dopo la sua morte ( 1950) la casa editrice, coordinata da Luciano Foà, assume il compito, soprattutto con " I gettoni " di Vittorini, di rinnovare la narrativa italiana promuovendo nuovi autori come Fenoglio, Lucentini, Ottieri, Lalla Romano, Rigoni Stern, Anna Maria Ortese, Sciascia e molti altri. Ma è anche importante la continuità della riflessione politica. Vittorini e Calvino guidano la ricerca letteraria sui percorsi di una progressiva sperimentazione. Giulio Bollati coordina l'insieme delle proposte saggistiche e le collane di classici. La " Pbe " da un lato ( 1960), la " Nue " dall'altro ( 1962) mettono a punto una sorta di enciclopedia in progress. Emblematico è il 1965, anno in cui nascono contemporaneamente due collane come " Nuovo Politecnico ", diretta da Bollati e " La ricerca letteraria ", diretta da Davico. Doppio passo che prosegue con la nascita della " Serie politica " ( 1968) e di " Einaudi Letteratura " ( 1969).
Gli anni Settanta sono il momento in cui l'Einaudi fa il massimo sforzo per ampliare il proprio pubblico e ottiene enormi risultati di diffusione.
Nella narrativa basterà citare un bestseller assoluto come La storia di Elsa Morante, che vende circa un miliard di copie. E poi nascono " Gli struzzi " e le " Centopagine " di Calvino. Gli anni Ottanta sono anni difficili, ma nonostante tutto, Einaudi riesce a pubblicare autori nuovi, e a costruire un'opera in var volumi come la Letteratura italiana diretta da Alberto Asor Rosa.
Con gli anni Novanta c' è stato un parziale ricambio generazionale e un rinnovato impegno su tutti fronti « storici » della casa editrice.
Si è poi aperto un nuovo fronte: quello dei tascabili che diventano una parte mportante della casa editrice, crescente negli anni, fino ad assumere nel 2005, sotto il marchio " ET ", una fisionomia diversificata per genere e formato. Nel 1996 nasce " Stile libero ", collana di tendenza, rivolta principalmente a un pubblico giovanile ma non soltanto. Nel corso degli anni Duemila, sempre attento alla ricerca e agli esordi letterari, Stile libero diventa un vero e proprio sistema editoriale. Tra i principali successi della formula Stile libero Niccolò Ammaniti, Michel Faber, Wu Ming, Edward Bunker e Giancarlo De Cataldo.
Da segnalare in catalogo la presenza di Alice Munro e Patrick Modiano, rispettivamente vincitori nel 2013 e nel 2014 del Nobel lla Letteratura.

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