1948

4.5
" Non sono sicuro di cosa ricordo per davvero, che on mi fido della memoria. La memoria è furba e non possiede un'unica ed esclusiva verità. E poi che cosa conta sul serio? Una bugia che viene dalla ricerca della verità può essere più vera della verità. Tu pensi e un attimo dopo ricordi solo quello che uoi. Avevo sette anni e mezzo, ero un bravo ragazzo di Tel Aviv finito in mezzo a un bagno di sangue. Sto tentand di pescare me stesso da dentro quel che mi pare siano ricordi ". " 1948 " non è soltanto la cronaca della nascita di uno Stato, ma è un omanzo sulla crudeltà della guerra, sull'incoscienza della gioventù, sui paradossi della storia e su quella labile eppure fondamentale ancora di salvezza dell'uomo chiamata memoria.
Anno della Pubblicazione
Editore
Parte della Serie
Numero di Pagine
180
In Commercio Dal
24 maggio 2012
Isbn
8880574450
EAN
9788880574453

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dato

Interessante, a volte crudo, ma anche ommovente e con un messaggio di speranza; un ex combattente sionista che, con nestà e senza retorica, racconta i fatti per come gli si sono posti dinanzi agli occhi ... scorre veloce. Consigliato a chi vuole farsi un'idea senza retorica di chi ha lottat per la nascita di Israele.

dato

Un libro crudo, in carne viva. Violenza, eccidio, odio interetnico e interreligioso si fondono con sentimenti confusi di patriottismo a forti tinte nazionalistiche. Poco spazio alla compassione, alla comprensione e all'accoglienza dell'altro ( non mi riferisco all'autore ma a ciò che egli descrive). Tra gli spiragli di umanesimo integrale va segnalata la dedizione dei religiosi cattolici a beneficio sia degli ebrei che degli islamici. Una lettura pressoché indispensabile per chi desideri chiarirsi le idee sul conflitto israelo-palestinese.

dato

E' un pugno nello stomaco. L'Autore ci trascina, con un racconto basato sui suoi ricordi a volte confusi, a volte annebbiati dal tempo, nella tragica esperienza da lui vissuta da ragazzo nella guerra combattuta per la nascita dello Stato di Israele. E' una rappresentazione cruda e drammatica dell'orrore che segna per sempre la memoria di un quindicenne che vede morire al suo fianco amici e compagni, tra corpi dilaniati, violenze e crudeltà di ogni tipo, sullo sfondo di una guerra tra due popoli che, comunque, risultano entrambi meritevoli di comprensione e solidarietà. Lo stile narrativo, asciutto e del tutto rivo di retorica, coinvolge emotivamente il lettore lo rende partecipe di un'esperienza di vita i un giovane protagonista di una vicenda storica drammatica e nello stesso tempo esaltante e irripetibile quale é stata la nascita dello Stato di Israele.

dato

In tutta onestà credevo di trovare qualcos'altro, invece ci sono i ricordi di uno " strano " personaggio che a eno di 18 anni combatte per la nascita del suo paese, non sapendo cosa sia il suo paese.

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