1956. Krusciov contro Stalin

4.8
" Si tratta di una serie straordinaria di personaggi, straordinaria nel bene e nel ben, una galleria che raramente s' è vista concentrata in una sola fase storica ". Questo racconto-inchiesta sul '56 ha due fuochi: uno, il rapporto Krusciov al XX congresso del Pcus, con a seguito rischioso e i cupi precedenti della destalinizzazione; l'altro, la rivoluzione di Ungheria, e l'ottusa e brutale invasione a Budapest da parte dei carri armati del Patto di Varsavia, cui servì da utile contraltare, o cortina fumogena, l'altrettanto ottusa aggressione di Suez contro Nasser, di marca anglo-franco-israeliana. Un anno terribile, uscito da una sequela di fatti segreti ( il complotto per annichilire la rete di Beria, il disporsi guardingo dei diversi dirigenti con al centro Krusciov, l'inchiesta sul dispotismo staliniano e i suoi dati impensati, i rapporti dentro l'internazionale comunista e con l'Occidente, la rivolta di Berlino, il compromesso di Varsavia, la crisi di Suez). Un orrente di eventi iniziato dal momento della morte grottesca di Stalin nella sua dacia, dai quali il 1956 non si può isolar, come on lo si può dai nostri anni, taglio radicale tra due epoche " verso una diversa complessità ". Volcic ricostruisce questi vincoli e queste concatenazioni di causa e di tempo con il temperamento narrativo del grande iornalista che conosce le accelerazioni e i rallentamenti di un'inchiesta e che sa unire la tensione e l'oggettività con la vivida immediatezza di chi fu testimone.
Anno della Pubblicazione
Traduttore
Parte della Serie
Numero di Pagine
144
In Commercio Dal
26 ottobre 2006
Isbn
8838921792
EAN
9788838921797

Recensioni Comunitari

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dato

ventesimo congresso ed occupazione dell'ungheria nelle memorie di volcic decisamente schierato pro krusciov

dato

Lettura molto utile per le nuove generazioni che non h potuto seguire quei drammatici eventi in Polonia, Cecoslovacchia ed Ungheria che qui sono brevemente e bene riepilogati.

dato

Fluido, ben scritto d interessante. Ricco soprattutto di note personali e di aneddoti ricavati di prima mano da quelli che ono stati i protagonisti ( magari di secondo piano) delle vicende arrate. Un ottimo " riassunto " di fatti che hanno segnato la storia europea e mondiale negli anni 50 e 60. E' un ottim libro scritto in maniera ecellente.

dato

D'accordo con il precedente lettore. Libro scorrevole, completo, non annoia mai. Veramete ben scritto.

dato

Pur essendo di origine slovene, l'autore offre nel suo libro una sfilata di preconcetti e di paradigmi che, più che ad un'attenta analisi storiografica, sono parte della " vulgata " occidentale avversa a quell'esperimento politico e sociale manifestatosi nell'Europa Orientale dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Sembra di leggere un articolo di cronaca, non essendo presenti quegli approfondimenti e quei ragionamenti di cui ha bisogno una ricostruzione storica atta a spiegare uno degli avvenimenti meno indagati del secondo Novecento.

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La casa editrice Sellerio nasce nel 1969 per opera di Elvira ed Enzo Sellerio, celebre fotoreporte, in seguito ad alcune conversazioni con lo scrittore Leonardo Sciascia e l'antropologo Antonino Buttitta: i quattro sono amici e tra i personagg della vita culturale palermitana.
L'idea che sta alla base della casa editrice è il ritorno a una cultura che Sciascia definisce « amena », cioè in cui il cosiddetto impegno è implicito e non esplicito: una cultura della leggerezza, che non rinuncia all' eleganza; una cultura delle idee, sì, a in forma di cose belle.
La prima collana Sellerio si chiama " La civiltà perfezionata ", ealizzata in carta pregiata, e pubblica testi di « belle lettere ». Sono testi caratterizzati da due linee apparentemente parallele, ma in realtà convergenti: la letteratura siciliana, e la letteratura europea meno nota e più raffinata.
I due primi titoli sono Mimi siciliani del nobile letterato Lanza e Lettere sulla Sicilia di Eugène Viollet Le Duc.
Nei primissim anni la casa editrice deve fare i conti con una scelta: pubblicare per un pubblico ristretto o aprirsi al mercato nazionale. Per uesto motivo, nel 1976, nascono due collane di saggistica: " Biblioteca siciliana di storia e letteratura " e " Prisma ".
Nel 1978 viene quasi casualmente pubblicato il primo classico libro Sellerio, L'affaire Moro di Sciascia. Pubblicato in quest collana per pochi com' è " La civiltà perfezionata ", vende moltissimo. È un racconto di denuncia, senza parrocchie, coraggioso, scritto nella prosa magnifica di Sciascia.
Nell'autunno del 1979 nasce la collana " Il blu della Memoria ". Prima di tutto la grafica: è una piccola rivoluzione, nel grigiore metallico delle copertine di quegli anni l'irrompere della macchia blu, della carta vergata, dell'immagine pittorica figurativa al centro della sovraccoperta, dentro una cornicetta colorata che richiamava il colore delle lettere del titolo. Il libro orna ad essere anche un oggetto elegante, anche per uel suo formato tendente al quadrato, studiato per essere su misura per la tasca di una giacchetta. Un'unica legge per i contenuti: la curiosità intelligente tuttavi il libro doveva comunicare al lettore, resa con stile letterario. Leggerezza. Una collana « amena », appunto. Con Diceria dell'untore di Gesualdo Bufalino- meritatissimo Campiello nel 1981- la casa editrice segna un cambiamento nche nella cultura italiana.
Nel 1990 esce un librettino. Racconta di un commissario di polizia che indaga su un torbido delitto, nel passaggio dalla Repubblica di Salò alla Repubblica italiana. Il commissario, De Luca si chiama, è un funzionario del regime fascista onesto e molto scettico. Sembra il primo giallo « revisionista », in quanto presenta il volto umano di un'epoca e un momento storicamente perversi. Ma l suo autore ha abbastanza cultura, talento e onestà intellettuale per far argine a quello che poss essere uno scandaluccio e per farne un caso letterario. Con Carta bianca di Carlo Lucarelli si uò dire che nasca un nuovo genere di giallo italiano.
Gli anni 2000 per Sellerio sono stati gli anni di un'esperienza nuova: i cinque milioni di copie di libri di Camilleri prodotti a Palermo e venduti in Italia, più i diritti di traduzione ceduti fino al Giappone. Negli ultimi anni per Sellerio hanno pubblicato autori nazionali e internazionali del calibro di: Margaret Doody, Penelope Fitzgerald, Roberto Bolaño, Gianrico Carofiglio, Alicia Giménez-Bartlett, Marco Malvaldi, Francesco Recami, Antonio Manzini.

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