1956. L'anno spartiacque

3.2

Perché il 1956 fu l'anno spartiacque del Novecento

« Canfora, con l'abituale chiarezza e una padronanza della storia capace di spaziare dal V sec. a.C. ai nostri giorni, illustra questi eventi capitali, li lega tra loro, ne mette in luce le corrispondenze. Come in un romanzo, si snodano sotto gli occhi del lettore le trattative, i retroscena, ciò he si agitava sotto la vernice delle motivazioni ufficiali. »- Corrado Augias, il Venerdì di Repubblica

" Il 1956 va riconosciuto come uno spartiacque tra i iù interessant del Novecento. Innanzitutto nella storia del omunismo, per il quale è senza dubbio l'anno-shock, che colpì tutti, i militanti, i simpatizzanti, gli avversari. In quell'anno si produssero due fatti memorabili. Il primo er la celebrazione a Mosca del XX congresso del Partito comunista durante il quale fu demolita, in sostanza, la figura di Stalin. Questo accadeva a febbraio. [ ... ] Stalin era diventato l'uomo simbolo della vittoria della democrazia contro il nazismo a fascismo e quindi di ogni popolo aggredito, soverchiato dal nazismo. [ ... ] Poi, tra la fine di luglio e l'inizio di novembre, ci fu la rivoluzione ungherese, che comportò la reazione militare, dopo qualche esitazione, dell'Unione Sovietica. [ ... ] Anche in quest caso si trattava della distruzione di un mito. Ma quell'anno fu uno spartiacque anche da un altro punto di vista, da quello, detto sinteticamente, della storia del colonialismo. Perché nel 1956 si verificarono due eventi altrettanto importanti e significativi come quelli occorsi nell'ambito del mondo comunista. Innanzitutto ci fu la nazionalizzazione del Canale di Suez da parte dell'Egitto di Nasser, che si riprendeva così un pezzo del suo territorio nazionale, sottraendolo alla concessione franco-inglese che lo aveva governato e posseduto ... e l'occupazione del Porto Said.
Anno della Pubblicazione
Traduttore
Parte della Serie
Numero di Pagine
182
In Commercio Dal
13 ottobre 2016
Isbn
8838935726
EAN
9788838935725

Recensioni Comunitari

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dato

Ottimo libr nel quale vengono evidenziati avvenimenti che possono considerarsi determinanti nella lettura della storia contemporanea. Consigliatissimo

dato

analisi di qualità per un anno crucial del novecento

dato

Oggi si sa che il suggerimento all ’ offensiva venne da Francia e Inghilterra, che il giorno dopo intervennero direttamente con le loro truppe.

dato

Il volume ornisce un utile approfondimento sugli eventi dell'anno 1956. In particolare, a farl da padrone, è il XX congresso del Partito Comunista, con tutti gli sviluppi storico-politici sottesi alle decisioni prese nel corso di tale imponente assise. Buon ibro, erudito ma godibile.

dato

Tre fatti soprattutto sono accaduti: il XX congresso del Partito comunista dell ’ URSS, con il cosiddetto “ rapporto segreto ” di Krusciov che avvia la “ destalinizzazione ”; la rivolta in Ungheria con l ’ intervento delle truppe del Patto di Varsavia ( ma in realtà solamente russe) per reprimerla; la nazionalizzazione del Canale di Suez da parte dell ’ Egitto di Nasser, con il conseguente intervento militare di Israele prima e di Francia e Gran Bretagna dopo.

Racconta come sono stati vissuti questi avvenimenti in Europa in Italia, soprattutto nel PCI.

C ’ erano ancora le potenze coloniali europee ( Francia in primis) e mi viene difficile pensare con quali categorie mentali ragionassimo nei decenni immediatamente successivi, gli anni quaranta e ottanta, prima della caduta del muro di Berlino.

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La casa editrice Sellerio nasce nel 1969 per opera di Elvira ed Enzo Sellerio, celebre fotoreporte, in seguito ad alcune conversazioni con lo scrittore Leonardo Sciascia e l'antropologo Antonino Buttitta: i quattro sono amici e tra i personagg della vita culturale palermitana.
L'idea che sta alla base della casa editrice è il ritorno a una cultura che Sciascia definisce « amena », cioè in cui il cosiddetto impegno è implicito e non esplicito: una cultura della leggerezza, che non rinuncia all' eleganza; una cultura delle idee, sì, a in forma di cose belle.
La prima collana Sellerio si chiama " La civiltà perfezionata ", ealizzata in carta pregiata, e pubblica testi di « belle lettere ». Sono testi caratterizzati da due linee apparentemente parallele, ma in realtà convergenti: la letteratura siciliana, e la letteratura europea meno nota e più raffinata.
I due primi titoli sono Mimi siciliani del nobile letterato Lanza e Lettere sulla Sicilia di Eugène Viollet Le Duc.
Nei primissim anni la casa editrice deve fare i conti con una scelta: pubblicare per un pubblico ristretto o aprirsi al mercato nazionale. Per uesto motivo, nel 1976, nascono due collane di saggistica: " Biblioteca siciliana di storia e letteratura " e " Prisma ".
Nel 1978 viene quasi casualmente pubblicato il primo classico libro Sellerio, L'affaire Moro di Sciascia. Pubblicato in quest collana per pochi com' è " La civiltà perfezionata ", vende moltissimo. È un racconto di denuncia, senza parrocchie, coraggioso, scritto nella prosa magnifica di Sciascia.
Nell'autunno del 1979 nasce la collana " Il blu della Memoria ". Prima di tutto la grafica: è una piccola rivoluzione, nel grigiore metallico delle copertine di quegli anni l'irrompere della macchia blu, della carta vergata, dell'immagine pittorica figurativa al centro della sovraccoperta, dentro una cornicetta colorata che richiamava il colore delle lettere del titolo. Il libro orna ad essere anche un oggetto elegante, anche per uel suo formato tendente al quadrato, studiato per essere su misura per la tasca di una giacchetta. Un'unica legge per i contenuti: la curiosità intelligente tuttavi il libro doveva comunicare al lettore, resa con stile letterario. Leggerezza. Una collana « amena », appunto. Con Diceria dell'untore di Gesualdo Bufalino- meritatissimo Campiello nel 1981- la casa editrice segna un cambiamento nche nella cultura italiana.
Nel 1990 esce un librettino. Racconta di un commissario di polizia che indaga su un torbido delitto, nel passaggio dalla Repubblica di Salò alla Repubblica italiana. Il commissario, De Luca si chiama, è un funzionario del regime fascista onesto e molto scettico. Sembra il primo giallo « revisionista », in quanto presenta il volto umano di un'epoca e un momento storicamente perversi. Ma l suo autore ha abbastanza cultura, talento e onestà intellettuale per far argine a quello che poss essere uno scandaluccio e per farne un caso letterario. Con Carta bianca di Carlo Lucarelli si uò dire che nasca un nuovo genere di giallo italiano.
Gli anni 2000 per Sellerio sono stati gli anni di un'esperienza nuova: i cinque milioni di copie di libri di Camilleri prodotti a Palermo e venduti in Italia, più i diritti di traduzione ceduti fino al Giappone. Negli ultimi anni per Sellerio hanno pubblicato autori nazionali e internazionali del calibro di: Margaret Doody, Penelope Fitzgerald, Roberto Bolaño, Gianrico Carofiglio, Alicia Giménez-Bartlett, Marco Malvaldi, Francesco Recami, Antonio Manzini.

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