25 aprile 1945

4.67
Finalista al Premio Viareggio 2018

Questa è la storia di tre vite che si intrecciano indissolubilmente. Una storia di clandestinità, di estenuanti bracci di ferro e di colpi di mano. Di tre uomini che, combattendo contro i nazifascisti, il 25 aprile 1945 provano a rifare un paese da capo. Raffaele Cadorna, Ferruccio Parri e Luigi Longo sono nati a pochi chilometri e a pochi anni l'uno dall'altro, con retroterra differenti, biografìe politiche e culturali diversissime, eppure con un destino comune. Pochi ricordano i loro nomi di battaglia: il generale Valenti, comandante del Corpo volontari della libertà, e dei suoi due vice, Maurizio e Italo, alias comandante Gallo. Un militare, un azionista e un comunista che il 26 settembre del 1944 si incontrano per la terz volta, in clandestinità, e si stringono la mano. Senza sapere cosa succederà nei mesi successivi, senza sapere dove saranno e se ci aranno, alla fine di tutto, otto mesi dopo. E chiedendosi chi di loro sarà ai posti di comando, al momento dell'insurrezione. Sono ore che segnano una delle rotture più profonde della storia italiana, quelle in cui i vertici della lotta di liberazione si incontrano i gerarchi di Salò in Arcivescovado, a Milano. Tutto intorno alla trattativa divampa l'insurrezione, mentre alla radio si sente una voce calma e determinata che intima ai fascisti: « Arrendersi o perire ».
Anno della Pubblicazione
Editore
Traduttore
Parte della Serie
Numero di Pagine
243
In Commercio Dal
15 marzo 2018
Isbn
8858128907
EAN
9788858128909

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dato

L'autore intendeva presentare al suo pubblico tre fra i ersonaggi principali della nostre Resistenza e quindi del 25 aprile-Parri, Longo e Cadorna- attraverso un largo excursus biografico e attraverso tre momenti chiave della loro esperienza resistenziale e ha potut farlo in maniera innovativa, con uno spiccato taglio narrativo, con l'evidente intento di rendere le vicende più avvincenti per il largo pubblico a cui si vuole indirizzare la serie.

dato

Il ibro di Greppi soffre di una ambiguità di fondo: se da un lato l'autore tenta di svecchiare il linguaggio specialistico per aprire gli studi storici a un pubblico iù ampio, dall'altro il suo us di una forma narrativa " à la " Pulp fiction con tre storie principali ( più altre sotto-storie) che convergono nel finale contribuisce a rendere più complesso lo svolgersi dei fatti: il che taglia fuori un'ampia fetta di pubblico, ottenendo l'obiettivo opposto a quello che ci si proponeva. Se si aggiunge che per fare Pulp fiction ci vorrebbe un Quentin Tarantino, che il concentrarsi sulle storie di Parri, Longo e Cadorna ( sempre e immotivatamente designati coi nomi di battaglia) rende monco il quadro generale e che non vengono proposte nuove interpretazioni ne risulta, a mio avviso, n ibro " inutile "; ancor più perchè inserito in una collana incentrata sulle date nodali della nostra storia. Due i pregi: il tentativo ( anche se rimasto tale) di innovare il linguaggio e gli ampi stralci di opere dei protagonisti che vengono citati soprattutto nell'ultima parte.

dato

Semplicemente mi aspettavo di più ...

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Il 10 maggio 1901 Giovanni Laterza ( 1873-1943) annuncia la nascita della casa editrice Giuseppe Laterza& amp; Figli. La società, fondata nel 1885 da Vito Laterza a Putignano si è poi trasferita a Taranto per approdare infine, nel 1889, a Bari.
Giovanni Laterza si propose inizialmente di farsi editore « di servizio » per gli autori baresi e pugliesi, con particolare attenzione ai temi della cultura tecnica, economica, commerciale, giuridica. Ma, di fronte alla difficoltà di creare un programma editoriale con le sole risorse locali, cercò subito altrove referenti autorevoli. Decisivo per i destini della casa editrice è, nel dicembre 1901, l ’ incontro con Benedetto Croce.
Croce tracciò nel giro di pochi mesi quella che di fatto è stata, ed è anco oggi, la « mappa genetica » della Laterza; fu lui, nel febbraio del 1902, ad invitare chiaramente Giovanni Laterza ad abbandonare il progetto di pubblicare opere letterarie. Il programma iniziale di Giovanni Laterza assume, invec, una connotazione del tutto diversa: l ’ editore locale si ritrova proiettato in un orizzonte europeo; l ’ editore di libri tecnici e di letteratura diventa editore di saggistica di cultura; l ’ editore avventizio a caccia di occasioni di pubblicazione si trasforma in editore selettivo ed esigente. E nel giro di ochi anni viene rifondata la « Biblioteca di Cultura Moderna », la prima collana della casa editrice, e nascono i « Classici della Filosofia Moderna » ( 1906), le « Opere di Benedetto Croce » ( 1908), gli « Scrittori d ’ Italia » ( 1910), i « Filosofi Antichi e Medievali » ( 1915). Oggi Laterza pubblica libri di attualità politica, filosofia con storia, economia, psicologia e sociologia.

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